Chi è interessato alle notizie dell'ultim'ora, aggiornate però a
una settimana fa, può andare in Rete e visitare il sito "Il
Socialista Lab". Se volete invece appassionarvi a inchieste lunghe
ben dieci righe, nulla di meglio del quotidiano on line dell'ex
sottosegretario pidiellino Giampiero Catone, "la Discussione".
Testate ignote o semisconosciute, articoli che nessuno commenta e chissà se qualcuno legge. Il giornale virtuale, quello solo online, è infatti l'ultimo approdo della stampa di partito, la via per continuare a ricevere il fiume di denaro pubblico che il Dipartimento per l'informazione e l'editoria della presidenza del Consiglio eroga a fondo perduto. In tempi di crisi, del resto, la torta da spartire si è ridotta a 95 milioni e, dopo gli scandali di Valter Lavitola e le truffe legalizzate da regole illogiche, s'è apparentemente imposto un po' di rigore: addio al finanziamento che premiava chi più spendeva, anche per finta, ora è tempo di "rimborso", benché i partiti come noto abbiano già quello elettorale. Così le piccole lobby ad personam pagate da tutti, si sono subito attivate: e se c'è chi ha deciso, come "Europa", il quotidiano sopravvissuto alla sfiorita Margherita, di mantenere anche la versione cartacea con metà dei costi coperti, altri hanno preferito la sola versione digitale, che costa molto meno (specie se si aggiornano poco i contenuti) e garantisce rimborsi al 70 per cento per due anni.
Testate ignote o semisconosciute, articoli che nessuno commenta e chissà se qualcuno legge. Il giornale virtuale, quello solo online, è infatti l'ultimo approdo della stampa di partito, la via per continuare a ricevere il fiume di denaro pubblico che il Dipartimento per l'informazione e l'editoria della presidenza del Consiglio eroga a fondo perduto. In tempi di crisi, del resto, la torta da spartire si è ridotta a 95 milioni e, dopo gli scandali di Valter Lavitola e le truffe legalizzate da regole illogiche, s'è apparentemente imposto un po' di rigore: addio al finanziamento che premiava chi più spendeva, anche per finta, ora è tempo di "rimborso", benché i partiti come noto abbiano già quello elettorale. Così le piccole lobby ad personam pagate da tutti, si sono subito attivate: e se c'è chi ha deciso, come "Europa", il quotidiano sopravvissuto alla sfiorita Margherita, di mantenere anche la versione cartacea con metà dei costi coperti, altri hanno preferito la sola versione digitale, che costa molto meno (specie se si aggiornano poco i contenuti) e garantisce rimborsi al 70 per cento per due anni.
Stefano Caldoro, governatore della Campania e direttore
politico de "Il Socialista Lab". Redazione a due passi da
Montecitorio e un milione di euro ricevuti negli ultimi tre anni.
Ultima versione su carta nel luglio 2012, titolo senza tempo
"Riforma elettorale ancora lontana". Da allora tutto
informatizzato. Notizie del giorno con cadenza mensile e brevi
articoli pubblicati dall'anonima redazione. Il portavoce di Caldoro
risponde piccato alle richieste di chiarimento: «Lei vuole fare
solo cose scandalistiche. Sapere costi, vendite». Già, lo
scandalo di avere informazioni su un giornale pagato da tutti noi.
«Ma abbiamo richiesto l'interruzione dei contributi da quando
siamo entrati in Regione nel 2010 e poi è un blog». Un blog dove
figura nella testata "quotidiano del nuovo Psi"? «C'è un errore,
la ringrazio per la segnalazione». Un semplice blog che non prende
più finanziamenti pubblici, quello di Caldoro? Al Dipartimento per
l'Editoria non risulta alcuna comunicazione di rinuncia.
Più, in caso di vendita del quotidiano via
Internet, altri dieci centesimi a copia da incassare....... l'articolo continua sulla fonte originale: Con la Rete la Casta incassa

buona a sapersi ,questa storia dei finanziamenti ai giornali molto di parte ;addirittura finanziano giornale che in edicola non si trovano,ma che paese salta fuori da una informazione del genere:::,tanto pagano sempre i soliti cittadini coglioni ,che schifo !!!!!!
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