Squinzi torna a rivolgersi allo Stato.
Uno Stato che, se dovesse rimborsare i debiti contratti dalle pubbliche
amministrazioni con i privati, consentirebbe l’aumento di 250.000 posti
di lavoro nell’arco di un quinquennio. Il debito della p.a. ammonta
attorno ai 48 miliardi di euro e il presidente di Confindustria auspica
che «il governo in carica provveda tempestivamente ad adottare, già dal
prossimo Consiglio dei ministri, tutti i provvedimenti necessari per la
liquidazione di quanto spetta alle imprese, come indicato dalla
Commissione europea e chiaramente emerso dalle dichiarazioni del
presidente del Consiglio».LE PREVISIONE DI CONFINDUSTRIA
– In una nota il presidente degli industriali, Giorgio Squinzi ha
sostenuto che la restituzione di almeno 48 miliardi – pari ai due terzi
di quanto complessivamente dovuto a fine 2011 – «determinerebbe una
serie di ricadute positive, e non scontate, sull’economia reale». Nel
dettaglio secondo una simulazione del Centro studi di Confindustria
questa operazione determinerebbe la crescita del Pil di un punto
percentuale per i primi 3 anni, fino ad arrivare a un incremento di 1.5%
nel 2018. Sul fronte occupazionale la restituzione dei debiti della
pubblica amministrazione consentirebbe un aumento di 250 mila occupati
nel prossimo quinquennio. CGIA, UN FALLIMENTO SU TRE È PER RITARDO PAGAMENTI
– Secondo invece uno studio dell’Associazione Artigiani Piccole Imprese
Mestre (Cgia), nel 2012 un fallimento su tre è stato provocato dai
ritardi nei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni. In
particolare delle 12.463 imprese italiane che si sono viste costrette a
chiudere e a dichiarare fallimento, per poco più di 3.800 (pari al 31%
del totale) «la causa principale è da imputare all’impossibilità di
incassare, sia da committenti pubblici, sia da committenti privati, le
proprie spettanze in tempi ragionevoli». Secondo il segretario della
Cgia, Giuseppe Bortolussi «per invertire questa situazione bisogna
innanzitutto sbloccare gli oltre 70 miliardi di euro che le aziende
private attendono dalla pubblica amministrazione».
Silvia Sequi da avantionline.it
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