Alla raccolta firme hanno partecipato 170 tra associazioni, sindacati e partiti
Reddito minimo, consegnata la proposta di legge popolare.
Il comitato incontra Laura Boldrini. Prc: Il Parlamento lo approvi subito!
Alla grande campagna di raccolta firme hanno
partecipato 170 tra associazioni, sindacati e partiti. Una delegazione
di promotori, composta da Antonio Ferraro (Prc), Eleonora Forenza (Forum
Donne), Sandro Gobetti e Luca Santini (Bin Italia), Marco Furfaro
(Sel), Mapi Pizzolante (Tilt), Valentina Greco (PrecariaMente), ha
incontrato la presidente della Camera, Laura Boldrini, chiedendo l’avvio
immediato di un iter parlamentare per l’approvazione della legge. La
Boldrini ha mostrato tutta la sua sensibilità verso il tema e la sua
disponibilità a sostenere l'iniziativa sia formalmente che
informalmente. La proposta del reddito minimo garantito è stata “una di
quelle che ho portato avanti con più convinzione durante la campagna
elettorale. Il vostro sforzo va nella direzione di trovare una soluzione
per chi è disperato”. Ha affermato la presidente della Camera, che ha
aggiunto: “Capisco e condivido il senso di questa iniziativa”.
Prima della presentazione ufficiale, il comitato si è incontrato in
piazza Montecitorio con diversi parlamentari di M5S, Sel e Pd, che hanno
assunto l'impegno di portare avanti la proposta in parlamento cercando
il più ampio schieramento possibile perché su un diritto così importante
non ci si può dividere. “Ovviamente anche noi sosteniamo la proposta
di legge, essendo uno dei 20 punti del nostro programma”, dice a Public
Policy la capogruppo del M5s Roberta Lombardi.
“Stanchi di
aspettare, approvatela” è lo slogan del comitato. “Chiediamo –
aggiungono i sostenitori della proposta - che sia presa al più presto in
considerazione, favorendo la dove possibile una commissione di lavoro
ad hoc che studi e approvi questa proposta, aprendo la strada anche a
una nuova prassi per cui le proposte di iniziativa popolare siano
discusse e valorizzate”.
Il Prc, tra i principali promotori della
proposta, chiede che dalle parole si passi ai fatti: “Chiediamo che il
Parlamento avvii subito la discussione della proposta di legge di
iniziativa popolare sul reddito minimo, consegnata oggi con le oltre
50mila firme raccolte, che Rifondazione Comunista ha sostenuto con forza
in questi mesi, per arrivare al piu' presto all'approvazione della
legge”. Lo affermano in una dichiarazione Paolo Ferrero, segretario
nazionale di Rifondazione Comunista, e Roberta Fantozzi, responsabile
nazionale del lavoro. “E' una priorità assoluta - aggiunge l'ex ministro
- per dare risposte alla disperazione crescente di tante persone che
perdono il lavoro, ed è un tassello decisivo per una riforma
universalistica del welfare che estenda il sostegno al reddito a chi
oggi è privo di qualsiasi forma di copertura: 600 euro al mese per
disoccupati, inoccupati e precariamente occupati, con reddito annuo
inferiore agli 8mila euro. E' una proposta di riforma vera che chiede
risorse reali per essere attuata. Risorse che possono essere reperite -
conclude Ferrero - con una patrimoniale sulle grandi ricchezze. Una
riforma fiscale equa potrebbe eliminare l'Imu sulla prima casa e
colpendo i grandi patrimoni, reperire quanto serve per finanziare il
reddito minimo garantito”.
Antonio Ferraro
Roma, 15 aprile 2013

BENE, dopo che ci sia il contributo di tutti , deve scattare l'operazione"dai lavoro a tutti quelli che giá sono pagati" perché la cosa piú importante é anche dare la dignitá agli uomini!
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