Oggi diamo un’occhiata all’inail. L’Istituto Nazionale Infortuni sul
Lavoro è uno dei pochi di cui, in tempi di crisi,non si sente parlare.
Già, perché l’inail rappresenta una cassaforte per lo Stato.
Bilanci in attivo, un patrimonio immobiliare fatto di edifici storici di altissimo valore architettonico ed economico e una presenza consolidata nella sanità particolarmente attiva nel settore delle protesi (guarda un po’!).A quanto ammontano gli stipendi dei dirigenti inail?
Da quanto emerge dal loro sito, in 19 superano i 200.000 euro all’anno, in 159 stanno tra i 100 e i 200.000 euro, in coda ci sono i poveracci che portano a casa poco meno di 100.000 euro all’anno.
Se non abbiamo sbagliato i conti, il totale dei soli stipendi dirigenziali inail di I^ e II^ fascia, ammonta a 22 milioni e 289.000 euro , distribuiti in 195 persone con un reddito medio di 114.000 euro all’anno, il 500% dello stipendio dei lavoratori che l’inail assicura contro gli infortuni.
A questi si sommano: il direttore generale (274.000), il commissario straordinario (137.000), i membri del consiglio di vigilanza, i dirigenti ex ispesl, i dirigenti territoriali. Praticamente un esercito, che affermerà di percepire lo stipendio commisurato al lavoro svolto e stabilito con regolare contratto sindacale.
Ma chi decide quanto vale un lavoro?
E quanto siamo lontani dagli stipendi della famiglia media con la quale abbiamo aperto l’articolo?
Già, perché l’inail rappresenta una cassaforte per lo Stato.
Bilanci in attivo, un patrimonio immobiliare fatto di edifici storici di altissimo valore architettonico ed economico e una presenza consolidata nella sanità particolarmente attiva nel settore delle protesi (guarda un po’!).A quanto ammontano gli stipendi dei dirigenti inail?
Da quanto emerge dal loro sito, in 19 superano i 200.000 euro all’anno, in 159 stanno tra i 100 e i 200.000 euro, in coda ci sono i poveracci che portano a casa poco meno di 100.000 euro all’anno.
Se non abbiamo sbagliato i conti, il totale dei soli stipendi dirigenziali inail di I^ e II^ fascia, ammonta a 22 milioni e 289.000 euro , distribuiti in 195 persone con un reddito medio di 114.000 euro all’anno, il 500% dello stipendio dei lavoratori che l’inail assicura contro gli infortuni.
A questi si sommano: il direttore generale (274.000), il commissario straordinario (137.000), i membri del consiglio di vigilanza, i dirigenti ex ispesl, i dirigenti territoriali. Praticamente un esercito, che affermerà di percepire lo stipendio commisurato al lavoro svolto e stabilito con regolare contratto sindacale.
Ma chi decide quanto vale un lavoro?
E quanto siamo lontani dagli stipendi della famiglia media con la quale abbiamo aperto l’articolo?
BREVE CENNO STORICO:
Tanto tempo fa qualcuno
ritenne che la vita di Gesù Cristo valesse 30 denari; dopo duemila
anni, con gli indici di rivalutazione, per la vita di un lavoratore, lo
Stato è disposto a pagare 1.936 euro e 80 centesimi, neppure il costo
della sua sepoltura.
Tutti ricorderemo certamente la morte di Matteo Armellini, il giovane
morto il 5 marzo scorso, sotto il palco che stava contribuendo ad
allestire per il concerto di Laura Pausini.
Senza dubbio, per i genitori, la madre, i parenti, la perdita del loro
ragazzo, giovane e sano, non ha prezzo, così come non ha prezzo la vita
di ogni lavoratore.
Eppure per quanto grottesco possa
apparire anche la vita di un lavoratore, anche se è giovanissimo, ha un
prezzo e questo prezzo è fissato dall’Inail (Istituto nazionale contro
gli infortuni sul lavoro).
QuestO prezioso ente, che tutti
i lavoratori e gli imprenditori contribuiscono a mantenere, ha deciso
che il giusto risarcimento da recapitare alla madre di Matteo,
dev’essere di 1936,80 euro.
Sì, non ci sono errori, non mancano degli zeri, la somma corrisposta è esattamente millenovecentotrentasei/80 euro.
Come ha attestato la madre di Matteo, il risarcimento è stato corrisposto dall’Inail per infortunio e malattia professionale.
La beffa nella disgrazia! Quando infatti Matteo fu investito dal crollo, non aveva ancora cominciato il suo turno.
La signora Paola Armellini ha dichiarato
: “Bisogna rivedere il modo in cui viene gestito il lavoro dei ragazzi
che collaborano all’allestimento dei palchi, non hanno alcuna copertura
assicurativa. Ai miei tempi, un sindacato non avrebbe mai permesso una
cosa del genere. Vorrei che il nome di mio figlio venisse ricordato,
chiedo ai sindacati e alle forze sociali di intervenire. Sono ragazzi
che cercano di guadagnare dei soldi anche per aiutare le famiglie, ma
devono essere tutelati”.
La morte di Matteo però alza il velo su
un’incresciosa, o meglio vergognosa questione, quella dei risarcimenti
Inail per i feriti e ancor peggio per le vittime degli infortuni sul
lavoro.

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