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sabato 23 marzo 2013

Allarme povertà in Italia 4 mln nel 2013

Dal 2006 al 2011 in Italia la crisi ha creato 615 nuovi poveri al giorno, per un totale di 1,120 milioni di persone. Portando così il numero di persone in stato di indigenza da 2,3 a 3,5 milioni e, secondo le ultime valutazioni, potrebbe ulteriormente lievitare fino a 4 milioni nel 2013. È la stima di Confcommercio, che ha messo a punto un nuovo indicatore, il Mic (“Misery Index Confcommercio), relativo al disagio sociale. Secondo i dati presentati oggi al Forum di Cernobbio, il Mic ha raggiunto il massimo alla fine del 2012; il tasso di disoccupazione è dell'11,7%, pari a 3 milioni di persone, cui si aggiungono 680mila scoraggiati e 200mila cassintegrati.
Ad aggravare queste fosche previsioni, il calo del prodotto interno lordo italiano che sarà peggiore delle ultime recenti previsioni: per il 2013 Confcommercio prevede un taglio dell'1,7% contro un ribasso dello 0,8% indicato cinque mesi fa. Timide speranze per il 2014, anno per il quale la previsione è di un rialzo dell'1% netto.

Una situazione allarmante, come sottolinea il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, che chiede alla politica di assumere «superando ogni divisione, la responsabilità di dare al paese un governo in grado di rispondere all'emergenza economica e di preservare la coesione sociale».

Si conferma difficile anche la situazione nel mondo del lavoro. In Italia (come in Spagna) il rapporto di occupati rispetto alla popolazione è 37,9%, con l'Italia che dal 2007 ha perso un punto e mezzo. Ben lontano da quanto avviene in Germania dove l'indice è al 49,3% o in Francia al 41,6%. Con un segnale chiaro: la crisi ai tedeschi ha portato un continuo aumento degli occupati: nel 2007 il rapporto con la popolazione era “solo” del 46,5%, con una crescita in termini reali di due milioni di posti di lavoro. 
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