Gli sfortunati Greci sono riusciti a tenersi fuori dalle prime pagine
dei giornali per un paio di mesi, ma la pentola in ebollizione della
politica greco non ha smesso di bollire. Miseria diffusa e disperazione
alimentano l’illegalità e la violenza. La sensazione che il paese sta
cadendo a pezzi sta portando i partiti politici estremisti, sia di
sinistra che di destra, a vomitare una retorica apocalittica e a
riempire inesorabilmente il vuoto lasciato dal centro, screditato e al
collasso.
Leggete le storie di tutti i giorni che compaiono sulla stampa
greca (che si potrebbero trovare solo sepolte nelle ultime pagine dei
giornali americani) e senza dubbio vi chiederete: “Fino a quando questa
gente fiera sopporterà un tale degrado?”
CRISI DELLA GRECIA – Per combattere il contrabbando e l’esplosione
dell’evasione fiscale, il governo greco ha aumentato le tasse sul
gasolio per il riscaldamento domestico del 50 per cento. Con sorpresa di
nessuno (tranne quelli che credono che le tasse non influenzano il
comportamento), le vendite di gasolio per riscaldamento sono crollate
del 75 per cento: otto greci su 10 sono passati alle stufe a legna.
Questo ha fatto esplodere un buco di 400 milioni di euro sulle
previsioni del gettito dell’imposta.
E da dove stanno prendendo tutto questo legno i Greci?
Stanno tagliando le foreste. Gli ambientalisti sono furiosi, mentre intere colline vengono spogliate. E’ stato anche riferito di un antico e venerato albero d’ulivo, sotto le cui fronde Platone insegnava ai suoi studenti, scomparso una notte per essere bruciato in qualche camino greco.
Stanno tagliando le foreste. Gli ambientalisti sono furiosi, mentre intere colline vengono spogliate. E’ stato anche riferito di un antico e venerato albero d’ulivo, sotto le cui fronde Platone insegnava ai suoi studenti, scomparso una notte per essere bruciato in qualche camino greco.
E dove è che va tutto quel fumo? Nell’aria vicino a Atene, che è
diventata così carica di fuliggine e di smog che le autorità sono in
allarme per il rischio di una crisi di sanità pubblica. La soluzione
proposta? Il governo sta promuovendo l’uso di
moderne, ecocompatibili stufe a legna!
Gli scioperi sono all’ordine del giorno, cosa che non dovrebbe essere
sorprendente, dato che molti scioperanti non vengono pagati nemmeno
quando si presentano al lavoro. La disoccupazione ha superato il 26 per
cento, mentre la Grecia fa a gara con la Spagna per l’onore di essere al
top del disastro economico europeo. La disoccupazione giovanile ha
superato un incredibile 55 per cento. I capifamiglia anziani e di mezza
età non vedono speranza per il futuro, e i suicidi sono schizzati alle
stelle. Il club del baratto sta sostituendo la moneta, come i Greci
riscoprono il vero significato del denaro. E mentre il mercato nero sta
facendo un lavoro ammirevole per prevenire la fame, le conseguenze sulle
entrate fiscali sono così disastrose che il governo sta considerando
di vietare le operazioni in contanti superiori a 500 euro, per
costringere i cittadini a utilizzare carte di credito o altri metodi di
pagamento tracciabili.
Una serie di piccoli attentati e attacchi incendiari hanno scosso
Atene. Bande di teppisti armati di bastone hanno preso di mira gli
immigrati e le minoranze con pestaggi in corsa. Hanno sparato attraverso
le finestre dei politici caduti in disgrazia. Un gruppo di guerriglia
urbana il cui nome si può tradurre come “Circolo dei Fuorilegge/ Nucleo
della minoranza militante fuorilegge”, rivendica attentati contro
giornalisti colpevoli di difendere la politica del governo. Raramente ci
sono degli arresti per questi reati.
Quanto tempo passerà prima che a qualcuno venga l’idea intelligente di mettere in scena un incendio del Reichstag?
Studiate il carattere greco e vi troverete un intreccio inesplicabile
di contrasti. Da un lato, si rappresenta la caricatura di gente pigra,
scansafatiche, evasori fiscali che sorseggiano ouzo con gli amici nella
taverna, pagati per un lavoro del governo trovato dallo zio. D’altra
parte, il greco ha uno spirito combattivo così feroce che anche Hitler
lodò l’abilità marziale dei Greci: “Per amore della verità storica devo
testimoniare che i greci, tra tutti gli avversari che ci hanno
affrontato, hanno combattuto con grande audacia e disprezzo della morte.
”
Chiunque ritiene che la situazione ormai fuori controllo della Grecia
si concluderà in pace sta sognando. Non vi è alcun piano credibile per
una ripresa economica. Il PIL greco sta implodendo.Le multinazionali
stanno levando le tende, a volte vendendo le loro operazioni greche a un
euro solo per uscirne. Nessun investitore straniero sano di mente
metterebbe i soldi in un nuovo business lì, e gli imprenditori locali
che cercano di farlo, disolito restano strangolati in un groviglio
di burocrazia che nessuna mazzettapuò districare. L’industria del
turismo è ancora appeso a un filo, ma quando scioperi e violenze
oltrepasseranno la soglia di fastidio e le prime notizie di vittime
straniere arriveranno ai titoli dei giornali, i turisti internazionali
rapidamente andranno altrove.
E così la pentola a pressione bolle e l’orologio fa tic tac.
Articolo originale: Greece: How Long Until Junta? (http://www.huffingtonpost.com/bill-frezza/how-long-until-junta_b_2542993.html
Ecco un articolo apparso in Italia, in rete, che non ha avuto alcuna eco né diffusione.
Allarme bilancio per la Grecia in recessione
di: Andrea Perrone (http://www.rinascita.eu/index.php?action=search&q=Andrea+Perrone&dove=f) a.perrone@rinascita.eu
È sempre critica la situazione economica della Grecia per
l’aggravarsi dei conti pubblici, mentre proseguono le manifestazioni di
tutte le categorie per opporsi alle manovre lacrime e sangue decise dal
governo ellenico e imposte dalla troika dell’usura internazionale
(Ue-Bce-Fmi). L’allarme sui conti del Paese è partito direttamente dal
ministero delle Finanze greco che ha rivelato una decisa diminuzione
degli introiti nel mese di gennaio. Secondo informazioni infatti dello
stesso dicastero, le entrate si sono ridotte del 7% rispetto
all’obiettivo fissato e del 16% rispetto allo stesso periodo dell’anno
scorso. L’ammanco, secondo le fonti, ha raggiunto quota 305 milioni di
euro ed è dovuto soprattutto alla diminuzione delle entrate dell’Iva,
ridottesi del 15% per effetto del calo del giro degli affari e del
consumo del gasolio da riscaldamento. Un segnale molto chiaro del
livello raggiunto dalla crisi economica frutto dell’austerità e della
conseguente recessione che strozza famiglie e imprese elleniche. A
questo si aggiunge la difficile situazione sociale che rappresenta una
vera e propria polveriera a causa della disoccupazione record in aumento
crescente, pari al 26,8%, mentre quella giovanile tocca addirittura il
56,6%. Nel Paese intanto proseguono senza sosta le proteste di
moltissime categorie, fra cui quelle degli agricoltori e dei portuali.
Tensioni e parapiglia alle manifestazioni degli agricoltori. Migliaia di
persone si sono messe in coda, davanti a una sede ministeriale ad
Atene, per approfittare della distribuzione gratuita di cibo voluta
dagli stessi agricoltori decisi a protestare contro gli alti costi di
produzione. A questo scopo i coltivatori hanno chiamato a raccolta
pensionati, indigenti e disoccupati per riempire i loro sacchetti di
frutta e verdura, e in questo modo condannando la politica di austerità e
recessione voluta dal governo del primo ministro conservatore Antonis
Samaras. E se gli agricoltori non intendono cedere anche i portuali sono
sul piede di guerra, pronti a tutto. Dopo giorni di sciopero, per tutta
risposta però il governo ha inviato le forze del’ordine in tenuta
antisommossa sui moli del porto del Pireo. I contadini delle isole dal
canto loro hanno dato l’assalto ai traghetti per obbligarli a levare le
ancore e non far marcire i prodotti raccolti dalle loro terre. Nel
frattempo mentre gli agricoltori protestavano anche i marittimi facevano
sentire la loro voce, con uno sciopero generale attraverso il quale
chiedevano gli arretrati e si opponevano con decisione alla riforma del
settore, che li potrebbe danneggiare irrimediabilmente. A impugnare la
bandiera della protesta nei porti del Pireo sono ormai da alcuni giorni
con una serrata senza sosta proprio i marittimi ellenici. Le loro
richieste si fondano sul pagamento immediato degli stipendi arretrati,
visto che molti armatori approfittano della crisi che attanaglia il
Paese per rallentare il pagamento del loro compenso mensile, e,
soprattutto, per la decisa opposizione alla riforma avviata dal governo
che prevede la liberalizzazione del settore, tanto più che la flotta
della capitale ellenica rappresenta la prima industria del Paese in
grado di generare ben il 16% del Prodotto interno lordo.
Ma le misure di austerità e di stampo
iperliberista rischiano di far chiudere molti istituti come il
Pammakaristos, che ospita ben 130 tra bambini e adulti affetti da
disabilità mentale. Il taglio del 62% dei fondi pone un grande punto
interrogativo sul loro futuro e su quello delle loro famiglie che non
sono in grado di accudirli a tempo pieno, 24 ore su 24. a questa già
difficile situazione si aggiunge il mancato pagamento degli stipendi e
una riduzione degli stessi per i 50 impiegati che si prendono cura dei
piccini, molti dei quali soffrono di una grave sindrome, l’autismo, che
provoca alterazioni nella comunicazione e nei rapporti sociali.
Difficile risulta essere anche la situazione economica di questi
lavoratori che non ricevono uno stipendio da cinque mesi. In più la
situazione potrebbe ulteriormente peggiorare a causa dell’offerta da
parte delle istituzioni di 11 euro al giorno a disposizione
dell’Istituto per ogni assistito. Cifra questa assolutamente bassa per
coprire le spese di pasti, personale medico e scolastico. Per quanto sta
accadendo in Grecia e altrove nell’Eurozona bisogna come sempre
ringraziare i tecnocrati di Bruxelles e i banksters dell’usura
internazionale che stanno facendo di tutto per arricchirsi a piene mani
dalla crisi da loro innescata.
Consiglio a tutti di leggere un lunghissimo, esaustivo articolo del
Prof. Eric Toussaint, docente di Scienze Politiche all’Università di
Liegi e ordinario di Storia moderna e contemporanea presso l’università
di Sorbona a Parigi, nonché Presidente del Comitato per l’Annullamento
del Debito del Terzo Mondo e membro del CAIC (Commissione presidenziale
di controllo integrale del credito pubblico) in Francia.
(lo trovate qui: Link: http://www.investireoggi.it/economia/la-grecia-verso-il-default-uscire-dalleuro-per-non-morire/#ixzz2KJqp1U6c “Grecia-Germania: chi deve a chi? Creditori protetti, popolo greco sacrificato” di Eric Toussaint).
(lo trovate qui: Link: http://www.investireoggi.it/economia/la-grecia-verso-il-default-uscire-dalleuro-per-non-morire/#ixzz2KJqp1U6c “Grecia-Germania: chi deve a chi? Creditori protetti, popolo greco sacrificato” di Eric Toussaint).
E’ un intervento molto lungo e tecnico ma ritengo che sia utile per
chiunque abbia la curiosità, la pazienza, il tempo, l’energia e la
passione civica europea di voler capire che cosa è accaduto in Grecia e
che cosa sta accadendo. Questo intervento, il professore lo ha
pubblicato sul suo sito in data 16 novembre 2012, alla vigilia del
default greco, inviandolo anche alla BCE e al Consiglio d’Europa.. Ma
all’ultimo momento (naturalmente senza che nessuno di noi sapesse nulla)
hanno deciso di “salvare” la Grecia, lo scorso dicembre, ovverossia
hanno dato altri 16 miliardi di euro d’aiuto che hanno portato il totale
debito a 350 miliardi di euro, superiore del 152% al pil greco, il che
vuol dire che “tecnicamente” non potranno mai pagare nulla. Di quei 16
miliardi avuti, 15 sono stati versati immediatamente per pagare gli
interessi consolidati sul debito pregresso, consentendo in tal modo alle
banche tedesche, francesi e italiane di poter presentare dei bilanci
in attivo.
Ecco che cosa si sono inventati, detto in massima sintesi:
le banche europee sono al collasso, tutte; la Grecia e il Portogallo
sono diventate fondamentali per organizzare un giro di fatture contabili
da accreditare al sistema bancario europeo; si comportano nel seguente
modo: la BCE presta 10-20 miliardi alla Grecia all’interesse ufficiale
dell’1%, sostenendo che così si riprende; il governo si prende la sua
bella tangente e ringrazia; il giorno dopo fa un bonifico e usa quei
soldi per pagare gli interessi alle banche private europee che è
calcolato in un originale 9% al quale va aggiunto il successivo 12% per
il ritardo e poi aumentato di altri interessi per via di un meccanismo
matematico-finanziario che si chiama “anatocismo” che significa il
calcolo del debito di interesse sull’interesse non pagato in modo tale
da raggiungere una cifra vertiginosa perché gli interessi si sommano in
progressione geometrica. In tal modo, le banche europee possono mostrare
bilanci in profitto relativi a soldi che NON hanno avuto dalla BCE e
che vengono iscritte in bilancio come se fossero guadagni di esercizio.
La BCE applaude e dice: “ma voi banche siete solidissime, allora vi
presto dei soldi perché avete i conti a posto”. Se la Grecia e il
Portogallo dichiarano di non pagare più, le banche europee di ogni
singolo paese sono costrette a vedersela con i propri debiti VERI,
quelli non immessi in bilancio. Quindi loro (compresi noi italiani)
devono a tutti i costi mantenere in vita il sistema bancario
greco-portoghese, per evitare che falliscano MPS, Unicredit, Societè
General, Dredsner Bank, Santander, ecc.
E la Grecia e il Portogallo affondano senza nessuna speranza MAI di
potersi riprendere. Le persone, le esistenze degli esseri umani
coinvolti in questo giochetto non contano, non vengono prese in
considerazione.
Noi italiani le abbiamo sulla nostra coscienza, è inutile girarci intorno.
Noi italiani, come nazione e come stato, stiamo affamando, affondando
e distruggendo due paesi, la loro popolazione, con l’unico obiettivo di
nascondere i nostri debiti, pensando di poterla far franca, senza
capire che si tratta soltanto di questione di tempo.
Il che, oltre a essere stupido e criminale, è infantile e perdente.
E’ come pagare uno strozzino indebitandosi con un altro strozzino.
Io non voglio avere sulla coscienza le vite di milioni di greci e
portoghesi per consentire ai miei concittadini di guardare il festival
di Sanremo così ricco e pieno di allegri e costosissimi cotillons..
Trovo, tra l’altro, ignobile l’attività di censura imposta
dall’Unione Europea su ciò che sta accadendo in Grecia, perché a
Burxelles sono terrorizzati all’idea che possa scattare un fenomeno di
emulazione.
Così come trovo davvero surreale che si parli di budget dell’Europa
senza far menzione del fatto che un paese membro dell’euro è collassato e
sono alla vigilia di una esplosione di violenza sociale che non sono
più in grado di poter contenere.
Neppure il minimo accenno.
Che cosa c’è da fare, dunque?
Sapere e avere il coraggio di informarsi.
Capire che i partiti attualmente candidati (PD PDL Udc Lega Nord
Monti lista civica) sono intercambiabili e complici di questo
meccanismo. Lo hanno fatto in Grecia, lo stanno facendo in Portogallo,
lo faranno anche da noi e in Spagna.
Votare per loro, vuol dire contribuire ad aumentare le possibilità che si realizzi il loro piano.
L’immagine che vedete in bacheca è relativa a una pietra miliare
della nostra civiltà: è un antico teatro greco dove è nata e si è
sviluppata la tragedia greca.
Ci dormono oggi i senzatetto il cui numero è in gigantesco aumento.
I turisti non ci vanno più perché il ministero lo ha chiuso al
pubblico trasformandolo in un dormitorio pubblico del disagio
collettivo.
La trovo una immagine agghiacciante.
Questa è l’immagine che l’Europa esporta nel mondo.
Non si può rimanere indifferenti dinanzi a tutto ciò.
E a chi chiede: “ma io che cosa posso fare?” non posso che rispondere: “puoi molto, puoi moltissimo: puoi non votarli più”.
Perché se i loro suffragi crollano e il sostegno elettorale del
popolo italiano verrà loro meno, allora, saranno inevitabilmente
costretti a rifare i conti, rivedere le loro posizioni, cambiare rotta.
E così, nel nostro piccolo, avremmo dato un contributo anche ai greci e ai portoghesi.
Si tratta di coniugare intelligenza a solidarietà attiva.
Questo vuol dire essere davvero europei.

Nessun commento:
Posta un commento