30/07/2015 - Le promesse di Renzi sui tagli di 45-50 miliardi di tasse non seguono una scadenza casuale: gli interventi sulle pensioni sono stati rimandati al 2018 perché non è possibile aumentare la spesa previdenziale, quindi non sono possibili novità di sostanza.
Se Renzi l’anno prossimo potrà inventarsi qualche trucchetto per far credere agli italiani di aver tolto la tassa sulla prima casa (era già previsto che la Tasi lasciasse il posto alla local tax, così come dall’Ici si è passati all’Imu…), per le pensioni è molto diverso.
I vincoli con l’Europa ci impongono di non aumentare la spesa pubblica. E quali sono le spese maggiori per l’Italia? La sanità pubblica e le pensioni.
Sulla sanità Yoram Gutgeld, incaricato da Renzi alla spending review, ha già sentenziato: ci saranno 10 miliardi di tagli, cioè di beni e servizi in meno (anche se gli uomini del governo Renzi chiamano “sprechi” i posti letto, gli esami e le visite diagnostiche…). E per le pensioni, potete scommetterci, non sarà diverso: lo dimostrano le ultime notizie dalla Grecia, dove la Troika ha preteso l’eliminazione di un fondo per integrare le pensioni più povere (Ekas).
Oltre a quanto già detto, va aggiunto un semplice fatto di ragioneria: mentre Matteo Renzi promette 45 miliardi di tasse in meno, da qui al 2018 servono 75 miliardi per evitare le clausole di salvaguardia, cioè misure di sicurezza che scattano se mancano le coperture: quindi aumento dell’accisa dei carburanti, aumento dell’Iva, eccetera.
Per motivi politici e per 75 miliardi di motivi economici, è pura utopia sperare che il governo Renzi vari una riforma pensioni positiva per i lavoratori e per chi è già pensionato: i soldi per pagare pensioni anticipate rispetto ai 66 anni indicati dalla Riforma Fornero oppure per aumentare le pensioni minime, semplicemente non ci sono.
E’ più probabile, al contrario, che l’età minima per andare in pensione continui ad aumentare (è già previsto che arrivi a 70 anni entro il 2050) e che le pensioni già in liquidazione diventino sempre più magre (con la scusa che “l’aspettativa di vita è aumentata”… ma vivremo davvero tutti di più, senza una sanità pubblica ben funzionante?)
Potrebbero esserci solo a una condizione: sforare i parametri europei e aumentare la spesa pubblica. Ma un governo totalmente asservito alla Troika, come quello di Matteo Renzi, non lo farà mai. Fonte

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