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lunedì 9 marzo 2015

Pepe di Cayenna, proprietà e utilizzi: la spezia che ferma l'infarto in un minuto


Il pepe di Cayenna è una varietà di peperoncino rosso derivante dall'omonima cittadina presente nella Guyana francese. È maggiormente diffuso ed utilizzato negli USA, ma si può reperire molto facilmente anche nella nostra penisola. Vediamo insieme quali sono le sue proprietà e gli utilizzi che se ne possono fare. È “l’oro rosso della tavola” e le sue proprietà sono state sfruttate in campo medico già nell’antichità. La capsaicina, che secondo alcuni studi è in grado di combattere il cancro, è un valido alleato del benessere del nostro cuore: questa sostanza è in grado di abbassare i livelli di colesterolo nel sangue, in particolare quello cattivo (l’LDL), restringere i vasi sanguigni e le arterie. È per questo motivo che il pepe di cayenna aiuta a contrastare gli attacchi cardiaci e gli ictus. 
Per di più la capsaicina svolge un’azione benefica sui vasi sanguigni che si trovano attorno ai muscoli, facendo sì che si rilassino e si allarghino: tutto ciò favorisce la circolazione del sangue. Come fermare l’infarto in 1 minuto: la ricetta del dottor Christopher Il dottor John Raymond Christopher, noto erboristerista americano, addirittura avrebbe documentato casi di persone salvate grazie ad infuso preparato con un cucchiaino di pepe di Cayenna. La procedura consisterebbe nel sorreggere il paziente e preparare un tazza di acqua calda con un cucchiaino da te pieno di peperoncino. Il paziente deve bere il liquido e l´attacco cardiaco smetterá immediatamente. Vi sconsigliamo però di ricorrere a metodi alternativi e la prima cosa da fare se si verifica un attacco cardiaco è rivolgersi immediatamente al 118. Ad ogni modo, uno studio del 2009 dell’Università di Cincinnati aveva rilevato che spalmando una crema a base di pepe di Cayenna sulla pelle durante un attacco cardiaco può prevenire o ridurre i danni al cuore nel mentre che i medici intervengono. I ricercatori hanno applicato della capsaicina su determinati punti della pelle dei ratti, notando che si attivava una comunicazione cellulare che proteggeva il muscolo. Fonte

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