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venerdì 23 gennaio 2015

Mentre Ignazio Marino presenta il nuovo piano anticorruzione della Capitale la Procura bussa alla sua porta

Mafia Capitale, la procura bussa alla porta di Ignazio Marino. Il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza e i Carabinieri del Ros si sono presentati in Comune con un decreto di esposizione. Gli uomini del sindaco dovranno consegnare centinaia di documenti di appalti sospetti, dal verde pubblico all'Ama. 

La procura di Roma guidata da Giuseppe Pignatone s'è stufata di aspettare. Così venerdì scorso, come risulta a "l'Espresso", ha bussato agli uffici del Campidoglio intimando agli uomini del sindaco di consegnare tutte le carte su decine di appalti sospetti finiti nell'inchiesta Mafia Capitale, l'organizzazione capeggiata da Massimo Carminati e Salvatore Buzzi. Nel decreto di esibizione, firmato dai pm Paolo Ielo e Luca Tescaroli ed eseguito venerdì dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza e dai Carabinieri del Ros, la lista dei documenti che il Comune di Roma e i vari dipartimenti devono consegnare è lunghissima: oltre a «tutti i pagamenti dal 2008 a oggi effettuati a favore delle cooperative di Buzzi e Carminati» e di sei consorzi considerati a rischio (tra cui Consorzio Raccolta Differenziata Roma, Formula Ambiente, Città dell'Altra economia e Consorzio stabile Italservizi), la procura chiede anche la visione «degli emendamenti presentati dal consigliere comunale Luca Gramazio (già indagato) in merito allo stanziamento di euro 800.000/1.000.000 per la manutenzione delle piste ciclabili», «la documentazione per rifinanziare la gestione dei campi nomadi, la manutenzione delle aree verdi e dei servizi relativi ai "Minori per l'emergenza dell'Africa del Nord", verbali sulla "Variazione al bilancio di previsione 2012-2014, al Piano di investimenti 2012-2014», «tutte le determinazioni dirigenziali del Servizio Giardini dal 2008 ad oggi».  Continua su FONTE

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